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CONTENUTO DEL PIANO ATTESTATO DI RISANAMENTO

Pubblicato il 15 maggio 2018 alle 00.10



Il piano attestato di risanamento presenta un contenuto industriale poiché finalizzato al superamento della crisi aziendale per la prosecuzione dell’attività imprenditoriale.

I principi approvati dal CNDCEC, a cura di AIDEA, ANDAF, APRI e OCRI, pongono l'accento sul contenuto del piano quale:

1) Individuare ed analizzare le cause della crisi, lo stato di solvibilità, liquidità e tutte le altre caratteristiche dell’impresa.

Il piano si apre con un’analisi di bilancio, confrontando l'azienda con quelle concorrenti (utilizzo degli indici medi settoriali) e studiando l'andamento nel tempo delle matrici di sviluppo dell'impresa, quali la solidità, economicità e liquidità, in modo da comprendere le cause della crisi aziendale e le problematiche in merito alla liquidità;

2) Strategia di risanamento.

Qualora la strategia di risanamento preveda la dismissione di parti del patrimonio aziendale, è opportuno circostanziare gli elementi che accertano la fondatezza delle future vendite, ad esempio includendo informazioni relative ad eventuali manifestazioni di interesse di potenziali acquirenti o valutazioni peritali indipendenti.

Premesso come dI media è consigliabile prevedere una strategia le cui tempistiche non superino i 3-5 anni, le misure da adottare per risolvere la crisi possono essere di due tipi:

a) Strategie che concernono l’assetto industriale, quali, ad esempio, la definizione dei mercati dove svolgere la propria attività, la revisione delle linee di prodotto, il target di mercato, la revisione della struttura di costo di prodotto o servizio, l’eventuale diversificazione del portafoglio prodotti, la correzione dell’assetto organizzativo.

b) Modifica e potenziamento dell’assetto finanziario quali, ad esempio, interventi sulla consistenza del patrimonio netto, la copertura degli investimenti.

Le principali strategie impiegate dalle aziende per il superamento della crisi sono le seguenti:

- Politiche di investimento e disinvestimento da adottare;

- Azioni di recupero verso i crediti incagliati;

- Iniziative a tutela dei fornitori strategici e non, per evitare rischi connessi alla sospensione/interruzione delle forniture;

- Ristrutturazione del settore finanziario (finanziamenti a m/l termine, rimodulazione delle scadenze, richiesta di nuovi finanziamenti bancari, ecc.);

- Operazioni straordinarie (aumento di capitale sociale, emissione di prestiti obbligazionari, cessione di crediti con contestuale messa a disposizione da parte delle banche aderenti all’Accordo di linee di credito, richiesta alle banche di concessione di ulteriore credito, ecc.)

3) Action plan.

Esposizione delle principali azioni da porre in essere al fine di realizzare le strategie programmate (azioni finalizzate ad incrementare il fatturato, razionalizzazione dei costi, ecc.).

Nel dettaglio l’action plan deve concentrarsi nella descrizione di:

I) Le azioni e le modalità di esecuzione;

II) L’impatto delle azioni sull’organizzazione aziendale;

III) L’indicazione dei soggetti ai quali compete l’esecuzione delle azioni;

IV) Gli investimenti e i disinvestimenti previsti;

V) La tempistica di esecuzione;

VI) La valutazione delle risorse necessarie per lo sviluppo delle azioni previste.

4) Previsione e programmazione dei risultati economici, patrimoniali e finanziari del piano di risanamento, cioè la previsione degli effetti economici, patrimoniali e finanziari programmati/previsti derivanti dall’attuazione della strategia di risanamento, tramite la redazione di un bilancio e un rendiconto finanziario previsionale.

5) Piano di tesoreria.

La dinamiche di breve periodo delle entrate e delle uscite deve essere evidenziata nel piano di tesoreria, all’interno del quale sono riportati gli sviluppi finanziari (rendiconto finanziario) con scansione mensile nel primo anno del piano. Alla luce delle tempistiche necessarie per la stesura del piano e per gli eventuali aggiornamenti successivi, è opportuno che i piano di tesoreria sia aggiornato periodicamente.

6) Stress test e analisi di sensitività.

Lo stress-test consiste nell'esame degli scostamenti derivanti dal verificarsi ipotetico di determinati scenari economico/finanziari (ad esempio scostamenti di volumi delle vendite, variazione dei tempi di incasso/pagamento di clienti/fornitori, scostamenti rispetto alle stime dei prezzi di vendita, livello degli invenduti e dei resi, raggiungimento dei risparmi di costo derivanti dalle azioni previste, eventi straordinari che presentano un rischio aziendale rilevante come ritardi nelle consegne, fermo impianti, accelleramento del decadimento del ciclo di vita dei prodotti, ecc.).


HP CONSULTING SRL - COMITATO DI STUDI

Categorie: Procedure concorsuali e crisi d'impresa